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MANIGLIE COME APOSTROFI ARMONIOSI ED INDISPENSABILI

Per la linea FORMAE di Colombo Design Marco Dragotta ha disegnato una maniglietta (F137) ed un pomolino (F532) per mobili.

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Marco Dragotta – www.dragotta.eu. Photo credit – Francesco Italia

Com’è maturata la tua intenzione di diventare designer?
Dopo un’infanzia immerso tra Lego e disegni, mi accostai alla grafica pubblicitaria studiandola da autodidatta durante il liceo scientifico. Da adolescente ero affascinato dai primi PC di cui studiavo minuziosamente la computer-grafica. Dopo un corso di grafica pubblicitaria con il maestro Gianni Li Muli, al quale devo molto, mi trasferii a Milano per capire meglio come disciplinare le mie passioni. Incuriosito frequentavo occasionalmente lo IED come auditore a lezioni di vari dipartimenti ma quando visitai il dipartimento di design industriale capii lucidamente quale sarebbe stato il mio percorso.

Ti sei diplomato allo IED. Se oggi dovessi iscriverti a una scuola di design, come la sceglieresti?
Desidererei ricevere una buona metodologia progettuale con docenti professionisti sul campo, un’attitudine multidisciplinare attraverso gli skills essenziali, l’opportunità di lavorare in team multiculturali e di svolgere delle simulazioni professionali a contatto con le aziende. Mi piacerebbe che le scuole stimolassero nei neo-designer visioni alternative dello svolgere questa professione per tessere nuove relazioni tra il designer, la produzione e i consumatori.

Il design dell’orologio ha rappresentato una delle tue principali attività: qual è il tuo rapporto con il tempo?
Molto zen. Non puoi farci nulla se non accettarne il suo inesorabile scorrere e fare del tuo meglio per organizzarlo. Nel nostro lavoro a volte vorresti avere giornate di 36 ore per riuscire a far convivere attività di natura diversa. E’ naturale che l’organizzazione delle attività rivesta una fase decisiva e propedeutica ad ogni progetto se non vuoi vivere con la gastrite cronica. Oggi preferisco selezionare scegliere di fare di fare meno cose con più serenità.

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Rose water | Orologio Funscuba con profondimetro disegnato per Swatch Group (2004). Nella palette di colori e nei dettagli, l’orologio trae ispirazione da uno scatto fotografico subacqueo fatto dal designer appassionato amante della natura sottomarina.

Per Colombo Design hai disegnato un pomolino ed una maniglietta per mobili: a cosa paragoneresti il legame maniglia-porta e maniglietta-mobile?
Le maniglie da porta o da mobile, mi hanno sempre fatto pensare al concetto dell’apostrofo che stando alla grammatica, ha la funzione di collegare armoniosamente due parole evitando cacofonìe. Così la maniglia per me assume questa simbologia e diventa essa stessa un mezzo di collegamento armonioso e indispensabile tra due ambienti nel caso della porta o tra il macro ambiente vissuto da noi umani e il micro ambiente vissuto dagli oggetti contenuti nel mobile.

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F137 maniglia per mobile FORMAE| Design: Marco Dragotta (2015)

Dici che la multidisciplinarità è molto importante per il tuo lavoro; nel concepimento dei prodotti per la nostra azienda, cosa del tuo passato ti ha più influenzato?
Nel caso specifico della linea di manigliette per mobile Formae, mi ha influenzato la mia sensibilità tattile e mi sono semplicemente affidato al buon senso progettuale di voler coniugare il desiderio di “sentire” tattilmente con le dita una maniglia gradevole da impugnare perché arrotondata al suo interno e di “vedere” una maniglia dal design senza tempo che si adattasse così a un ampio ventaglio di soluzioni d’arredo.

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F532 pomolino per mobile FORMAE | Design: Marco Dragotta (2015)

Quale approccio noti nei designer italiani della tua generazione verso il mercato globale?
Il nostro mercato per molti versi ancora legato generazionalmente a schemi tradizionali del fare impresa comprenderà presto che dovrà adeguarsi rapidamente all’evoluzione del mercato globale per non rimanere arretrato. Mi auguro che i designer italiani stiano capendo che il nostro sistema produttivo interno non potrà contare a lungo solo ed esclusivamente sull’amore giurato di consumatori esteri innamorati del nostro fatto in Italia. Eccezion fatta per la moda e il food nel quale il gap è ancora grande con gli altri paesi, ci sono designer e aziende molto promettenti in varie parti del globo ormai.

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Galaxy | Revolving self-refrigerated display designed to be compatible with most of the bottles, wine bottles, champagne bottles or others. Designed for Cantina Arredo Group (2013).

 

LE NUOVE MANIGLIE DELLA COLLEZIONE 2015

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Colombo Design presenta le novità 2015 della collezione maniglie.
Le vostre porte e finestre assumeranno un valore ancora più pregevole se accompagnate alle maniglie Cameo, Drop, Spider e Trama, autentici complementi d’arredo con la garanzia di lunga durata nel tempo, disponibili in diverse finiture per consentirvi di creare l’abbinamento perfetto con le porte e le finestre e dare un tocco di design all’ambiente in cui sono inserite.
I nuovi prodotti sono caratterizzati dall’inconfondibile design dell’azienda bergamasca che proprio quest’anno festeggia il suo 25° anniversario; essi sono il frutto della creatività e della innovazione tecnologica e nascono nel rispetto della filosofia aziendale che si fonda sulla ricerca della qualità assoluta.
Ogni singola fase di lavorazione è attentamente monitorata sotto il profilo dell’impatto ambientale, al fine di raggiungere gli obiettivi di eco-compatibilità.

SPIDER

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Spider, la nuova maniglia di Colombo disegnata da Matteo Ragni ha con una doppia anima: le linee rigorose del fronte diventano morbide sul retro, dove la mano abbraccia la maniglia. Una proporzione classica, alla ricerca di un progetto impeccabile. Spider sarà proposta anche accoppiata al legno, in un’innovazione tipologica che mira all’armonia con la porta.

CAMEO

Cameo

 

CAMEO
La maniglia Cameo, dallo stile neoclassico, arricchisce la collezione Colombo Design di un modello che unisce la perfezione artistica della tradizione al design moderno, un “cameo” con delle eleganti decorazioni in rilievo, pensato per esaltare lo stile delle porte e delle finestre.

DROP

Drop

DROP
Drop è una delle ultime novità della collezione di maniglie Colombo; dall’aspetto solido e disadorno, si distingue per la sua forma piena e arrotondata (simile a quella di una goccia) che consente un’impugnatura forte e sicura.

TRAMA

Trama

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Colombo Design non poteva che celebrare il suo venticinquesimo anniversario con una maniglia dedicata ai fondatori dell’azienda, il cui nome è “Trama”. Dalla forma ergonomica e dalla doppia anima lucida e satinata, Trama rappresenta l’alleato ideale per valorizzare e personalizzare il vostro arredamento.
Trama fa parte della gamma “Six millimeters concept”, maniglie con rosetta e bocchetta bassa che non necessitano di lavorazioni aggiuntive sulla porta.
Trama è disponibile anche con una speciale traforatura sulla superficie che esalta l’estetica  del metallo.

Hermitage, la linea classica

Hermitage è la collezione di accessori da bagno di Colombo Design dalle forme preziose e morbide creata per infondere fascino ed eleganza alle sale da bagno.

La classicità di questa collezione rievoca stili del passato per avvolgervi un un’atmosfera ricca e sontuosa; con questi dettagli d’arredo dall’effetto barocco, farete del vostro bagno un santuario del vostro benessere.

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Per creare il perfetto abbinamento con lo stile del bagno, la linea Hermitage è disponibile in tre finiture: oro, cromo e ottone antico.

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La serie, realizzata in ottone, amplia ulteriormente l’offerta dell’azienda bergamasca, il cui processo produttivo “Green Made” assicura l’impiego di standard di lavorazione elevati e nel rispetto delle norme per la salvaguardia dell’ambiente.

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A chi volesse una serie da bagno dall’alta affidabilità, consigliamo la nostra linea Hermitage, la cui finitura cromo è garantita 10 anni, e quella HPS oro 30 anni.

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Il cliente potrà ora contare su una collezione dallo stile classico ma con l’inconfondibile design che contraddistingue i prodotti Colombo Design da 25 anni; essa è formata da porta sapone, porta bicchiere, spandisapone e porta scopino (tutti nella versione sia d’appoggio sia da muro); altri accessori della linea Hermitage sono gli appenditutto, i porta rotolo, i porta salviette (disponibili anche nella variante a snodo e ad anello), e 4 modelli di maniglioni da vasca.
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La nuova gamma classica di accessori Colombo Design, con la sua bellezza autentica, vi regalerà una sensazione di calore che nessun altro stile è in grado di dare alla vostra casa.

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FUORISALONE – IL DISTRETTO “5VIE” PRESENTA TOMO KIMURA

LA MOSTRA DI TOMO KIMURA PRESSO L’ENOTECAWINE, A DUE PASSI DAL CASTELLO SFORZESCO

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Anche quest’anno, in occasione della Milano Design Week 2015, il distretto cittadino delle 5VIE torna ad essere il cuore pulsante del centro storico di Milano. Con un programma di eventi straordinari, 5VIE intende valorizzare l’eccezionalità dei luoghi artistici e delle realtà commerciali ed artigiane che lo compongono, accentrando le realtà creative del mondo del design in un percorso che coinvolge monumenti, siti archeologici e cortili privati, oltre ai negozi e alle storiche botteghe.

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Nell’ambito di questa cornice internazionale, EnotecaWine è lieta di ospitare nel proprio locale, in Via Giuseppe Brentano, alcune opere del designer giapponese Tomo Kimura, tra le quali troverete anche la maniglia Twitty.
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Tomo Kimura nasce nel 1975 a Shimokitazawa, Tokyo; nel 2002, terminata la preparazione universitaria in Giappone, si trasferisce in Italia dove studia Interior Design presso l’Accademia Cappiello a Firenze. È l’inizio di una brillante carriera che lo porta a collaborare con numerosi e prestigiosi brand internazionali e italiani.

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Con la maniglia Twitty nel 2011 vince il premio  free style del concorso “Hand On Door Handles” , organizzato da Colombo Design con Designboom, il web magazine sul meglio dell’architettura, dell’arte e del design.

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Twitty è una maniglia assolutamente unica, elegante ed innovativa: la raffigurazione stilizzata di un uccellino rende questo elemento  estremamente particolare, in grado di valorizzare e personalizzare il contesto nel quale viene inserito.

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Le 5VIE sono il cuore storico della città di Milano e sono via Santa Marta , via Santa Maria Podone, via Santa Maria Fulcorina, via Bocchetto e via del Bollo.

5VIE è stato inaugurato durante la settimana del mobile 2014 con grandissimo successo, forte partecipazione di pubblico e grande riscontro di stampa nazionale ed internazionale. E’ diventato un  nuovo distretto dall’ altissimo valore artistico-culturale proiettato verso design e innovazione, promotore della ricchezza culturale del territorio, della tradizione e dell’alto valore dell’artigianato milanese.
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Andate all’EnotecaWine ad apprezzare l’armonia tra le diverse culture del vino e del design, in centro a Milano a due passi dal Castello Sforzesco; godetevi l’atmosfera resa speciale dalle opere di Tomo Kimura e dalla maniglia Twitty, in compagnia di un calice di vino!

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Dal 14 al 18 Aprile dalle 10.00 alle 20.30
Domenica 19 Aprile dalle 11.00 alle 19.00

FUORISALONE 2015: COLOMBO DESIGN PER ATELIER DURINI 15

Da martedì 14 a domenica 19 aprile, torna a Milano l'appuntamento con il Salone del Mobile e i contestuali eventi del Fuorisalone, al quale sarà presente anche Colombo Design

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Forti della bella collaborazione con Andrea Castrignano avvenuta in occasione del Fuorisalone 2013, Colombo Design ha confermato la partecipazione al nuovo progetto lanciato dall’interior designer,  un’esperienza creativa che andrà ad arricchire ulteriormente il positivo sodalizio.

 

 

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“Atelier Durini 15” è il nome di questo progetto che ha visto la ristrutturazione di un immobile in via Durini, nel cuore di Milano: una casa con dna 100% design, dotata di tutti i comfort e arredata con prodotti di altissima qualità, messi in campo da aziende leader nel settore.

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I decori ed i dettagli di questo luogo di grande fascino sono stati rivisitati con originalità e mixati con la tecnologia interattiva di dispositivi smart-touch.

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Tra i dettagli esclusivi selezionati per il rifacimento dell’appartamento, non potevano mancare le maniglie Fedra di Colombo Design.

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Fedra, disegnata proprio da Andrea Castrignano per Colombo Design, presenta delle caratteristiche che ben si accordano con quelle di “Atelier Durini 15”, presso il quale sarà possibile vederle nella finitura Vintage, un colore bronzeo che sa di vissuto, evocazione di un passato e testimonianza di uno stile che resiste nel tempo.
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 “Nell’epoca in cui anche il cinema è diventato tridimensionale, io volevo ritrovare la semplicità di un oggetto bidimensionale, con un design più leggero e meno ingombrante. Inoltre avevo come obiettivo una maniglia facile da impugnare, capace di adattarsi a qualsiasi casa e a qualsiasi stanza. Spero di avere raggiunto il mio obiettivo!”. (Andrea Castrignano)

 

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Via Durini, 15  – Milano
dal 14 al 19 aprile 2015

PALAZZO PARIGI HOTEL&GRAND SPA: ALLURE FRANCESE NEL CUORE DI MILANO

Le maniglie della collezione Antologhia di Colombo Design scelte per l'hotel superlusso

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Palazzo Parigi è situato in una zona di estremo interesse storico, artistico e culturale di Milano.
L’hotel sorge infatti in una posizione strategica del quartiere di Brera, a soli due passi dal Teatro della Scala e dalle vie più importanti della moda.
I lavori di ristrutturazione e risanamento conservativo del maestoso edificio sono stati eseguiti dal gruppo dell’architetto Paola Giambelli.
Costruito sul sito del settecentesco Palazzo Cramer, il nuovo palazzo ne conserva la memoria e ne restituisce l’aurea maestosa, distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.
Tra le peculiarità di questo hotel superlusso, troviamo la sfarzosità della hall con dipinti antichi, il grande attico panoramico su due livelli, i fregi ed i volumi colmi di luce avvolgente.

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Le maniglie fornite a Palazzo Parigi richiamano il modello Louis XVI (serie Antologhia)

Le maniglie scelte per arredare Palazzo Parigi fanno parte della collezione Antologhia, modelli del passato creati con lo stile Colombo Design.
Queste maniglie nascono da una selettiva ricerca tra gli stili classici; con questa collezione si è puntato a ritrovare, nelle varie epoche, il valore esemplare e sempre attuale della bellezza.

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Le calde ed accoglienti camere di Palazzo Parigi, si caratterizzano per la loro grande luminosità e per il loro design; tutto ciò contribuisce a farne uno dei boutique hotel più prestigiosi di Milano.
Le stanze, con balconi e terrazzi privati, sono tutte diverse l’una dall’altra; esse si presentano con due tipi di arredi: “Milano”, di stile italiano contemporaneo e “Parigi”, di garbato e classico tenore francese. All’ospite viene lasciata la scelta di abitarle secondo il proprio gusto e le sue personali esigenze.
Gli ambienti si contraddistinguono per l’utilizzo dei colori marrone, beige, avorio e nero, a beneficio di un’atmosfera raffinata e armoniosa, che genera relax e benessere.

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IL DESIGN “FOR BETTER DAYS”: INTERVISTA A MATTEO RAGNI

Matteo Ragni – Foto © Max Rommel

Per chiarire a tutti la forma di design che professa, Matteo Ragni ha pensato di imprimerla nello slogan “We Design for better days” che sintetizza tutta la carica di energia creativa ed ottimismo per un futuro migliore che lo anima.
C’è un mondo che va osservato, non ignorato con la scusa di fare del design. E’ dalla relazione che instaura col mondo, con le persone e con le aziende che il designer trae grande ispirazione e trova il senso di un pensiero etico che lo accompagna in ogni scelta progettuale. Il disegno è già lì, nelle teste dei designer sempre piene d’idee che possono funzionare solo se si connettono in una relazione profonda e fattiva con l’ambiente circostante.
Recentemente Matteo Ragni ci ha dimostrato che un tombino (parliamo del modello “Sfera” dell’azienda Montini) può essere interpretato in modo espressivo e ironico e che per questa intuizione si può vincere un Compasso d’Oro (il secondo della sua carriera).

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Tombino Sfera; designer Matteo Ragni e Giulio Iacchetti per Montini (2012) È forse la prima volta che viene aggiunta una componente di design a questa tipologia di prodotto. Il lavoro di progettazione si è concentrato quasi totalmente sulla finitura di superficie dei chiusini in ghisa. Il progetto prevede inoltre di raccontare una storia, come nel caso del tombino con le zampe degli uccellini, indicato per giardini e parchi.

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Moscardino, designer Matteo Ragni e Giulio Iacchetti per Pandora Design (2000) Questa posata ecologica usa e getta è il progetto più economico che abbia vinto il Compasso d’Oro. Pensata per riunire in sé le funzioni della forchetta e del cucchiaio, questa posata usa e getta sintetizza in un unico artefatto due degli attrezzi indispensabili per portare il cibo alla bocca. I rebbi della forchetta diventano impugnatura del cucchiaio, che a sua volta si fa impugnatura della forchetta, in un rapporto di perfetta reversibilità. L’invenzione progettuale è funzionale ai mutamenti in atto nella pratica della nutrizione (mangiare in fretta, in piedi e in maniera informale). Di ridotte dimensioni, adatta anche ai bambini, questa posata è realizzata in Mater-bi, una bioplastica ricavata dall’amidodi mais completamente biodegradabile.

Che il suo sguardo non sia fermo al presente, lo si capisce anche dal suo progetto TobeUs (marchio di macchinine in legno prodotte artigianalmente) un manifesto sul valore dell’uso consapevole degli oggetti e sull’idea che i giochi sono importanti, talmente importanti che è meglio che contengano idee, valori, speranze utili a immaginare un avvenire in cui il consumo diventi pensiero e scelta.

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Lavorazione Macchinine TobeUs – Foto © Max Rommel TobeUs è nato come uno sfogo di un designer diventato padre che non sopporta la vista dei propri figli che usano dei giochi per poche ore, per poi distruggerli o non guardarli più. La soluzione più semplice secondo Matteo Ragni è dare ai bambini la possibilità di imparare ad amare un oggetto. Quindi è ovvio scegliere il materiale giusto, un odore riconoscibile, un’indiscussa resistenza agli urti e alle sperimentazioni e, quando giunge il momento, una fine dignitosa: riciclo o riuso. Ecco com’è nata l’idea di TobeUs: macchinine in legno di cedro, forti e profumate, belle e intelligenti perché progettate da designer bravi e appassionati.

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Macchinina “la Romantica” della collezione TobeUs, designer: Matteo Ragni (2008) Successivamente TobeUs diventa sinonimo di un modo di progettare e di fare nuovi oggetti. E così i designer che vogliono disegnare la propria TobeUs si moltiplicano. Tutti sembrano avere nel cassetto l’idea di una macchinina di legno. Cento designer internazionali, fra i più bravi del mondo, si sono prestati a “giocare” con TobeUs, dando vita a una collezione di cento macchinine in legno, progettate con fantasia, semplicità e il desiderio di lanciare un messaggio di sostenibilità e allegria a grandi e piccoli. Perché il gioco è una cosa seria! Ma attenzione: TobeUs si costruisce con due tagli in un ceppo di legno di misura sempre uguale, quindi un esercizio progettuale che impone limiti ben precisi.

Nel suo studio di Milano Matteo Ragni ci ha parlato della maniglia che ha disegnato per Colombo Design, una delle novità che entreranno a far parte della collezione.
L’inizio della collaborazione con il designer risale al Fuorisalone 2014, quando Colombo Design ha partecipato al progetto “Woo&More” dell’azienda emiliana Alpi, un invito a guardare i materiali con una prospettiva più ampia aprendosi a nuove sperimentazioni come per esempio l’unione di elementi differenti.

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Maniglia Spider, designer: Matteo Ragni (2014)

La maniglia in questione si chiama Spider ed è realizzata in legno ed in ottone, due materiali che combinati ad una buona dose di design hanno originato un prodotto dalla doppia anima: le linee rigorose del fronte diventano morbide sul retro, dove la mano abbraccia la maniglia. Una proporzione classica, alla ricerca di un progetto impeccabile in cui l’innovazione tipologica insegue l’abbinamento perfetto con il materiale delle porte.

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Maniglia Spider, designer: Matteo Ragni – Foto © Colombo Design

Da cosa sei partito per la progettazione della maniglia Spider?
Una maniglia a mio avviso deve essere una compagna discreta della nostra vita, deve fare il suo dovere senza “urlare” e rischiare a lungo andare di stancare. In questo caso ho cercato però anche ’inaspettato: un disegno frontale rigoroso, rassicurante  e visivamente neutro nasconde una piccola sorpresa.  una volta impugnata la maniglia,  la mano trova appoggio su un corpo raccordato che rende piacevolmente comoda la presa.

In un’intervista hai detto di aver usato la forma “quadroide” non solo per la nostra maniglia, ma anche per la realizzazione di altri prodotti: ce ne parli di uno in particolare?
L’iperellisse, che io chiamo in modo inappropriato “quadroide”, è una piccola ossessione che mi porto dietro da anni; non un cerchio, non un quadrato, nessuna linea retta. Un progetto emblematico è quello dell’orologio da polso Vigorelli che ho progettato per Lorenz. la cassa è “quadroide”, mentre il quadrante interno è una circonferenza; il raccordo tra le due sagome crea una parabolica che ricorda la pista del famoso velodromo milanese.

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Disegno preparatorio della serie Spider

Hai descritto l’utilizzo del legno Alpi per la realizzazione della maniglia Spider come un modo per enfatizzare l’idea di design totale: cosa intendi?
Da sempre cerco di creare dei piccoli cortocircuiti nel fare design; mi piace ad esempio l’idea che un materiale caldo e naturale come il legno possa “impossessarsi” di altre superfici come quella di una maniglia che solitamente ha una finitura “fredda”.
Quest’anno ho sperimentato anche un’applicazione inedita, impiallacciando il vetro a specchio in una serie di arredi per Tonelli, ottenendo degli effetti percettivi e tattili molto interessanti. 

Due mesi fa ti è stato assegnato il secondo Compasso d’Oro della tua carriera per l’ideazione di un tombino: quale ritieni sia l’elemento dell’arredo urbano sul quale le città dovrebbero investire maggiormente?
In primis le panchine nei centri urbani che solitamente sono dislocate in posizioni non progettate secondo il comune buon senso (vedasi panchine in mezzo a piazze enormi sotto il sole cocente e ben lontane da alberi). Credo ci sia molto spazio per la progettazione di nuove tipologie che favoriscano l’interazione tra le persone e che aumentino il comfort e la fruibilità in diverse ore del giorno e stagioni.

L’arredo urbano è il biglietto da visita di una città; in questa prospettiva, qual è la città che ti ha colpito maggiormente?
Personalmente adoro i tombini stradali di New York, per le loro texture e soprattutto per le loro dimensioni, oltre che a quel famoso effetto ciminiera che mi fa sempre pensare che sotto terra ci sia un’altra città segreta. 

Descrivi il tuo stile come lo descriveresti ad un tuo amico.
Non è questione di stie ma di buon senso. 

Esiste un oggetto che non potrà mai diventare di design?
Tutti gli oggetti sono di design, la differenza è solo che alcuni sono di buon design, altri di cattivo design. 

Qual è il primo e l’ultimo oggetto di design in cui ti sei imbattuto ieri?
Il primo il mio Iphone per spegnere la sveglia, l’ultimo il mio Iphone quando lo spengo prima di dormire.

Cosa conosci ora che avresti voluto conoscere quando avevi 21 anni?
Me quarantenne. 

Ci descrivi il tuo prossimo progetto?
Un casolare in mezzo ai colli pesaresi dove vivere e lavorare con la mia famiglia, i ragazzi del mio studio e giovani talenti che condividono la passione per il buon progetto (un futuro molto prossimo che ho cominciato a vivere da un paio di giorni).

E nel futuro delle maniglie cosa vedi?
Vedo maniglie, sicuramente senza serratura tradizionale (finalmente basta mazzi di chiavi in tasca!), magari con meno fisicità, ma sicuramente con grande carica di significato.

Matteo Ragni nel suo studio a Milano – Foto © Colombo Design. Matteo Ragni si è laureato in Architettura al Politecnico di Milano. Nel 2001 ha vinto con Giulio Iacchetti il Compasso d’Oro ADI per la forchetta/cucchiaio biodegradabile “Moscardino”, ora nella Collezione Permanente del Design presso il MOMA di New York.Nel 2008 ha vinto il Wallpaper Design Award ’08 per la lampada da tavolo/ferma libri Leti prodotta da Danese. Sempre nel 2008 ha fondato TobeUs, marchio di macchinine in legno prodotte artigianalmente in Italia un marchio che vuole essere un manifesto per un consumo consapevole e che spesso si occupa di workshop e mostre itineranti. Per la casa editrice Corraini ha pubblicato “Camparisoda: l’aperitivo veloce futurista, da Fortunato Depero a Matteo Ragni” per celebrare i 100 anni del Futurismo e, nel 2012, il libro “Wallpaper Celebrations”. Sempre nel 2012 ha vinto il Premio Nazionale per l’Innovazione “Premio dei Premi” per il progetto W-eye. A fine 2013 si è tenuta all’Istituto Italiano di Cultura di Toronto una mostra celebrativa sulla sua attività dal titolo “Matteo Ragni: Almost 20 Years of Design”. All’attività di designer affianca quella di docente in diverse università internazionali, di art director (per Campari Soda, Alpi e Jannelli e Volpi) e architetto. Nel 2014 vince con Giulio Iacchetti il compasso D’oro con il tombino “Sfera” (prodotta dalla fonderia Montini), per aver interpretato in modo espressivo e ironico un elemento funzionale dell’arredamento urbano.

 

IL DESIGN DEI FRATELLI TOSO: INTERVISTA A PIO E TITO

Per Pio e Tito Toso la ricerca del design ideale si concentra sugli effetti determinati da un oggetto, prima ancora che sulla forma. L’hanno raccontato in un’intervista dove hanno parlato di maniglie e del lavoro di designer, una carriera che i due fratelli veneti hanno costruito insieme, fin dall’università.

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Pio&Tito Toso – www.pioetitotoso.com

Come immaginate le maniglie del futuro? A cosa è paragonabile il legame tra maniglia? Domande elementari per chi ha disegnato due tra le più apprezzate maniglie della collezione Colombo Design:  Dea (2010) e Bold (2008).
Quest’ultima è stata scelta per la decima tappa de “Il giro del mondo in 12 maniglie”, un’iniziativa dell’autorevole webzine Designboom che ha voluto sovvertire il concetto classico di maniglia, elevandola a strumento per raggiungere nuove realtà in surrealistici viaggi; in questo specifico caso, la realtà è quella di Valencia dove le forme essenziali e bombate della maniglia Bold sono state fotografate nello scenario della vivacissima città spagnola, tra tradizione e futuro.

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Maniglia Dea, designer Pio&Tito Toso per Colombo Design (2010) – Foto © Colombo Design .“Dea parla il linguaggio dell’architettura. E’ sicura, misurata, basica. Nasce dalla ricerca rigorosa di fondere ergonomia, solidità e bellezza in un oggetto senza tempo, che non invecchia. Serie composta da maniglia per porta e maniglia per finestra realizzata in Cromall e disponibili nelle finiture cromo o cromo satinato”.

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Bold a Valencia – Foto © Designboom. “Bold trasmette la sensazione dolce di accarezzare un sasso di fiume formato dal lungo levigare del fluido. La superficie bombata, come una goccia d’acqua, si colora e riflette l’ambiente che la circonda. Questi aspetti poetici si fondono in una geometria equilibrata e rigorosa, frutto della ricerca di sintesi e di riduzione degli elementi all’essenziale”.

Partiamo dall’articolo di Designboom con le foto della vostra maniglia Bold a Valencia; quale altra città secondo voi le si addice e perché?
Venezia, per i  riflessi il cielo e l’acqua che le superfici di Bold possono rispecchiare ed amplificare.
New York per le sue architetture verticali che si riflettono sulla superficie leggermente bombata di Bold a creare interessanti effetti di riflessione.

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Bold a Valencia – Foto © Designboom

Uno sguardo alle tendenze: come vi immaginate le maniglie nei prossimi anni?
Ci immaginiamo maniglie in sintonia con i tempi, che si interroghino sul proprio compito specifico, secondo linee di ricerca più etiche e meno estetiche.
Ci aspettiamo una maggiore attenzione agli effetti e alle relazioni che una maniglia riesce ad innescare con chi la utilizza.

Quando si parla di maniglie, quale è secondo voi il primo elemento da tenere in considerazione nella loro progettazione? L’estetica, l’ergonomia o il materiale?
Ergonomia ed estetica.

A cosa paragonereste il legame tra maniglia e porta?
C’è un legame molto forte, talmente forte che un oggetto esiste solo in relazione all’altro un po’ come può essere la cornice per il quadro.

Bold a Valencia – Foto © Designboom

C’è un materiale con il quale vi piace particolarmente lavorare?
Più che un materiale col quale ci piace particolarmente lavorare, esiste un modo di lavorare che ci piace particolarmente, cioè ci interessa concentrarci sul senso del progetto.

Qual è stato l’oggetto di design che con il quale siete in contatto maggiormente nelle vostre giornate?
Sicuramente la matita.

Qual è il vostro progetto che meglio vi rappresenta?
Flag, il nuovo appendiabiti modulare disegnato per Pedrali. Perfetto equilibrio di bellezza, sintesi e funzionalità.

Appendibiti Flag, designer Pio&Tito Toso per Pedrali (2014). “L’obiettivo di Flag è quello di essere un appendiabiti che segue la ricerca di sintesi fra forma e funzione, che non sia la somma di elementi aggiunti. Nasce così un oggetto monolitico, monomaterico, come forgiato in un unico pezzo. L’appendiabiti in polipropilene rinforzato e colorato in massa, si racconta al tubo portante in metallo, lo completa, lo finisce e lo stira realizzando la funzione richiesta, evidenziando il rapporto tra elemento estruso ed elemento stampato, linearità ed organicità.”

Quali sono i pro e contro di lavorare in Italia come designer?
I pro sono la cultura, il saper fare Italiani e gli imprenditori illuminati di questo paese. I contro sono la mancanza di politiche nazionali che promuovano i designer Italiani (per esempio la VIA in Francia).

Se un designer appena uscito dall’università vi chiedesse un consiglio, cosa rispondereste?
Gli diremmo che ha la possibilità di fare un bellissimo lavoro e che offre moltissime possibilità. Non è un lavoro da prime donne, da copertina, modaiolo, è un lavoro che mette le sue premesse e radici nell’ascolto umile e nella ricerca continua.

Qual è la vostra idea di design?
Cerchiamo di progettare oggetti che possano durare a lungo, che svolgano al meglio e con immediatezza la loro funzione.
La forma viene in un secondo tempo, ci interessano di più gli effetti, le relazioni che un oggetto riesce ad innescare con chi lo utilizza, in che modo e a quale livello queste relazioni si accendono. Ci interessa questa potenzialità degli oggetti, cerchiamo di esprimerla nel modo più immediato e semplice possibile cercando la strada che permette di trasmettere il massimo contenuto empatico col minimo formale, tramite una ricerca di sintesi, di riduzione degli elementi e di semplicità. Una semplicità non banale, non sterile, ma carica di forza evocativa.

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Pio&Tito Toso: fratelli, nascono a Venezia, Pio nel 1973 e Tito nel 1971. A Venezia si laureano in architettura nel 1998.  Nel 1996 aprono il loro studio. Lavorano nel campo dell’architettura realizzando numerosi progetti sul territorio nazionale ed internazionale e partecipando a vari concorsi. Collaborano, inoltre, sia nel campo dell’arredamento che del design, lavorando con le ditte più qualificate: Artemide, Foscarini, Leucos, Vistosi, per l’illuminazione e Alessi, Pedrali, Segis, Fratelli Guzzini, Colombo Design, Metalco, Rossi di Albizzate, Frighetto, Fly Line per l’arredo.  Hanno collaborato alla progettazione di stand, esposizioni, negozi, uffici e magazzini per diverse ditte, curandone l’immagine e la grafica. I due fratelli hanno ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Good Design Award nel 2009.

I PRODOTTI DI COLOMBO DESIGN PER IL SETTORE HOTELLERIE

Sia Guest 2014 - Il Salone Internazionale dell'Accoglienza

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Si è concluso il 63° SIA GUEST Salone internazionale dell’accoglienza (Rimini Fiera 9-12 ottobre 2014).
Il pubblico ha risposto con straordinario apprezzamento all’evento con focus mirato sul mondo dell’accoglienza.
Queste giornate hanno fotografato un panorama d’imprese orientate all’innovazione, stimolate da tecnologie e prodotti in continua evoluzione, con grande attenzione alla sostenibilità ambientale.
foto SIA GUEST FACEBOOK
La fiera è stata per Colombo Design la perfetta opportunità per proporre alle strutture ricettive, alle catene alberghiere, agli architetti, ai progettisti ed ai general contractors la sua ricca e completa gamma di maniglie ed accessori da  bagno, prodotti con caratteristiche tali da soddisfare le reali esigenze di tutte le tipologie di ospiti e viaggiatori.
I visitatori dello stand hanno inoltre potuto apprezzare alcuni prodotti della collezione Antologhia (maniglie classiche del passato ricreate con lo stile di Colombo Design), Formae (maniglie e pomolini per mobili) e Signs (sistema di segnaletica che si avvale di targhe personalizzabili in plexiglass ed acciaio).

Grazie a tutti coloro che ci hanno visitato durate la fiera!
FOTO UFFICIALE

PERCASSI METTE IN CANTIERE LE OPERE DI MICHELE DE LUCCHI

A Bergamo la mostra “Case casine casette casone”

A Bergamo c’è uno spazio espositivo fuori dagli schemi. Si tratta di un cantiere, quello dell’ex caserma Ghisleni di via Masone a Bergamo, oggi in fase di riqualificazione, dove sono in mostra le opere dell’artista, designer e architetto Michele De Lucchi.

“Ci sono dei momenti nella vita in cui hai fretta di vedere qualcosa di concreto. Per un architetto quindi non bastano gli schizzi a tracciare una prima fisionomia di quello che sarà il progetto, la necessità di realizzare qualcosa che si possa toccare con mano allora diventa urgentissima”.
Per Michele De Lucchi, designer della maniglia Tool di Colombo Design, uno di questi momenti risale a 10 anni fa, quando, smessi i panni del disegnatore, imbraccia una motosega; il legno diventa carta da disegno e il fracasso dell’attrezzo avvia il dialogo tra arte e architettura, creando modellini di edifici, oggetti e sculture.

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Michele De Lucchi all’inaugurazione di “Case Casine Casette Casone” . Foto © Pernice Editori

Qualche volta i tronchi di legno prendono la forma di “case casine casone casette”, quelle che sono esposte presso le residenze Masone 15; il cuore della città a pochi passi, Città Alta di fronte: il nuovo complesso abitativo sorge là dove la storia si incontra con la modernità, il dinamismo si acquieta nella bellezza del paesaggio e abitare diventa una nuova forma d’arte. Firmati dal grande nome dell’architettura Michele De Lucchi, gli appartamenti della dimora con giardino coniugano il rispetto per la storia con le più moderne soluzioni abitative, creando un contesto di raffinata privacy e singolare fascino.

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La mostra “Case casine casette casone ” di Michele De Lucchi. Foto © Pernice Editori

 

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Facciata dell’edificio che ospita “Case casine casette casone” di Michele De Lucchi. Foto © Pernice Editori

Tra i muri nudi del piano terra dello stabile, si trova la prima parte della mostra, formata da fotografie con le casette ambientate in paesaggi metafisici costruiti dallo stesso De Lucchi e una miscellanea di scritti e disegni fatti “con matite dalla punta scolpita col coltellino”, tratti dai suoi quadernini.

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La mostra “Case casine casette casone” di Michele De Lucchi. Foto © Pernice Editori

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La mostra “Case casine casette casone” di Michele De Lucchi. Foto © Pernice Editori

Al piano interrato si trovano invece le casette ricavate dai tronchi, tutte numerate e firmate, inserite nelle nicchie ricavate dagli spazi del cantiere. A queste si alternano le storie che toccano e svelano le tematiche ricorrenti nell’iter creativo dell’architetto: il rapporto con l’io come cliente, la creatività, la riflessione sul tempo e sullo spazio, il valore dell’errore e della sperimentazione, la bellezza della natura e dei fenomeni artistici.

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Inaugurazione della mostra. Foto © Pernice Editori

La sera, da non perdere l’installazione di light interaction design realizzata da AreaOdeon su progetto di Marcello Arosio, nata per valorizzare la facciata dell’edificio delle Residenze Masone 15.
Un sistema di 36 lampade LED dà vita a delle video-scenografie di luce dinamica reattive al suono.

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Installazione interattiva di luce di Marcello Arosio. Foto © AreaOdeon

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Installazione interattiva di luce di Marcello Arosio. Foto © AreaOdeon

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Installazione interattiva di luce di Marcello Arosio. Foto © AreaOdeon

Il team creativo di Area Odeon è lo stesso che organizza il Kernel Festival, manifestazione di audiovisual mapping che si tiene nella meravigliosa cornice della villa Tittoni Traversi di Desio, la cui facciata per l’occasione si trasforma in un monumentale schermo di videoproiezioni tridimensionali, straordinaria scenografia per musicisti e dj. Di seguito l’aftermovie dell’edizione 2013.

Per Colombo Design, Michele De Lucchi ha disegnato la maniglia Tool (2007), che descrive come “una sottile bacchetta di sezione rettangolare nuda, cruda, pura, che non taglia, non colpisce e non ferisce, neppure lo sguardo.
Povera per nobiltà, non ha bisogno di leziosità per apparire. Funziona bene su superfici naturali e materie autentiche. “

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Disegno preparatorio della maniglia Tool

Già presente nei libri di storia del design per essere stato tra i protagonisti dei movimenti Alchimia e Memphis, Michele De Lucchi ha sviluppato prodotti per le più importanti industrie italiane ed europee, vincendo 2 Compassi d’Oro, il primo per la lampada Tolomeo di Artemide, e il secondo per la stampante Artjet 10 di Olivetti. In Italia fra gli altri ha progettato gli interni della Triennale di Milano, di Poste Italiane e di Banca Intesa. Di recente ha sviluppato diversi progetti nel settore pubblico e privato in Georgia, come il Ministero degli Affari terni e il Ponte della Pace nella capitale Tbilisi.

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Lampada Tolomeo, progetto Michele De Lucchi con Giancarlo Fassina – Artemide (1987). Foto © Luca Tamburlini

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Ponte della pace a Tbilisi (Georgia), 2009 – 2010. Progetto: Michele De Lucchi (Team di progetto: Alberto Bianchi, Giorgi Khmaladze, Marcello Biffi, Francesco Faccin, Giuseppe Filippini) Foto © Gia Chkhatarashvili

La mostra è nata in collaborazione con la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, partner istituzionale dell’iniziativa culturale che “The Antonio Percassi Family Foundation” dedica alla città.
E’ aperta da martedì a venerdì dalle 15.30 alle 19.00 e il sabato dalle 10.00 alle 12.30. Ingresso libero.